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Sciopero autorganizzato Leroy Merlin Porta di Roma  
Scritto da tappabuchi  
mercoledì 03 agosto 2011

Il 24 luglio 2011 l'assemblea lavoratrici e lavoratori Leroy Merlin Porta di Roma ha organizzato una giornata di sciopero per rivendicare migliori condizioni di lavoro e salariali. Lo sciopero è stato sostenuto con un presidio davanti al negozio a cui hanno dato il proprio sostegno varie realtà autorganizzate di Roma. Di seguito il comunicato sullo sciopero prodotto dall'assemblea.

Sullo sciopero del 24/07/2011

Domenica 24/07 si è svolto uno sciopero per l’intera giornata con presidio ed assemblea nel piazzale antistante il negozio Leroy Merlin di Porta di Roma.

Una giornata di lotta in perfetta continuità con la giornata di mobilitazione del 6 maggio scorso, quando la stessa Assemblea lavoratori/trici LM di Porta di Roma partecipò allo sciopero generale indetto dalla CGIL, presentando però una propria piattaforma rivendicativa; una piattaforma nata dalla discussione in assemblea tra lavoratrici e lavoratori, non imposta da leaderini sindacali; una piattaforma che nasce dalle esigenze reali di chi tutti i giorni è costretto a lavorare nel negozio LM di Porta di Roma; una piattaforma semplice nelle richieste ma effettivamente in controtendenza con le politiche portate avanti da governi, sindacati confederali e confindustria, che ci vogliono sempre più piegati alle loro logiche di profitto costruite sul nostro sudore (incentivando la divisione della classe lavoratrice, il ricorso a parti sempre più ampie di salario variabile, l’effettiva diminuzione delle nostre retribuzioni a fronte di aumenti di carico di lavoro, l’aumento dei rischi di infortunio a vantaggio del profitto padronale).

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CANCELLIAMO IL COLLEGATO LAVORO  
Scritto da tappabuchi  
lunedì 28 marzo 2011

Il collegato lavoro è solo l'ultimo attacco a danno di lavoratrici e lavoratori. E’una serie di norme che andranno a peggiorare le condizioni future di lavoratrici/tori, riducendo drasticamente i tempi entro i quali fare causa, fino alla sostanziale depenalizzazione del lavoro nero (alla faccia degli spot istituzionali sulla sicurezza sul lavoro). Tutte norme tese a favorire le aziende e che spingono ulteriormente lavoratrici/tori verso precarietà e povertà. Ipocritamente e demagogicamente politici, sindacati confederali e mass-media riconoscono queste come piaghe sociali ma sono loro stessi i responsabili delle condizioni che tutti i giorni ci troviamo ad affrontare.

Il Tribunale del lavoro è uno dei luoghi dove più evidentemente viene affermato lo strapotere padronale. Basti pensare alla difficoltà di vedersi riconosciuta la subordinazione del rapporto di lavoro, anche in caso di contratti a progetto dove il progetto è evidentemente inesistente. L'articolo 50 del collegato lavoro in particolare è pensato per cancellare definitivamente la vertenza Atesia.

Si stabilisce retroattivamente,

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Scritto da tappabuchi  
martedì 08 marzo 2011

PRESENTAZIONE E INVITO AL FESTIVAL DELLE CULTURE RESISTENTI
14/15/16 MARZO 2011

 Facoltà di Lettere e Filosofia – Università di Tor Vergata – via Columbia 1, Roma

L'Università di Tor Vergata è da sempre crocevia di interessi economici e politici che la rendono invitante bottino per ciellini, mafiosi palazzinari e, ultimamente, anche per i neofascisti. Ateneo in simbiosi con il Vaticano, la seconda università romana è nota per i ripetuti scandali: dalle intercettazioni del Rettore (legate alla vicenda-Balducci) a parentopoli , dai 3,5 milioni di euro per i bronzi cristiani passando per i contratti lavorativi ad 1 euro fino all'Auditorium di Lettere affittato ad Alemanno per la presentazione di un piano di distruzione di un quartiere e di cementificazione (masterplan), per non parlare della (s)vendita del Rettorato con ri-affitto dello stesso edificio...

Da un paio di anni il finanziamento e il patrocinio di iniziative organizzate dai neofascisti di Blocco Studentesco e Casapound, infami responsabili delle aggressioni del 15 e del 16 marzo, rendono evidente l'affarismo di questi politichetti legati al PdL.
La “benedizione accademica” ricevuta dai piani alti a suon di 10.500 euro è la lauta ricompensa per il loro ruolo di squadristi (since 1919) da scagliare contro quegli studenti e quelle studentesse che osano alzare la testa contro i “regnanti” di Tor Vergata.

Intanto, il baronato locale e quello nazionale stanno portando avanti in tutto e per tutto l'attuazione della riforma Gelmini attraverso la nomina delle commissioni di revisione degli statuti. Viviamo in un' università sempre più assoggettata ai poteri forti, quelli della produzione e dell'esercito della forza lavoro. Un'università bersaglio di un lucido piano di selezione di classe, saccheggiata da venti anni di privatizzazioni e capitalizzazioni delle risorse, e che oggi rappresenta nulla più che un trampolino di lancio verso il grande ingranaggio della precarizzazione e dello sfruttamento.

Dai master ai tirocini fino ai crediti formativi la cultura mercificata è di fatto la semplice somma delle “ore lavorative” dello studente. Analoga, anzi peggiore, è la situazione dei lavoratori dell'università assoggettati alla gavetta perenne e al ricatto baronale.

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Accordo pro-schiavismo  
Scritto da claro  
mercoledì 29 dicembre 2010

 

Il 17 giugno scorso abbiamo inviato un comunicato in merito all’accordo sullo stabilimento FIAT di Pomigliano che così recitava:
“…il centro di questa vera e propria guerra ai lavoratori è costituito dall’accordo di Pomigliano, firmato dalla Fiat con CISL-UIL-UGL-FISMIC.

Cosa prevede questo accordo nei suoi punti principali:
 - Allungamento dell’orario di lavoro complessivo con l’introduzione del 18° turno – si lavorerà dalle 22 della domenica alle 22 del sabato
 - Allungamento dell’orario di lavoro individuale, riducendo da 40 a 30 minuti le pause alla catena di montaggio durante il turno
 - Spostamento della pausa mensa di 30 minuti a fine turno con conseguente aumento dei rischi per la salute dei lavoratori
 - Intensificazione dei ritmi di lavoro con aumento di oltre il 20% della velocità della linea di montaggio
 - Possibilità di comandare 120 ore di straordinario l’anno, pari a 15 giorni, senza alcun confronto con la RSU. Possibilità di usare tali ore per comandare lo straordinario sia nella mezz’ora dedicata alla mensa sia nelle giornate di riposo. Tutto ciò in deroga sia alla direttiva europea sugli orari che alla legge 66/2003 sugli orari, oltreché naturalmente al CCNL, non rispettando per esempio il periodo minimo di riposo di 11 ore fra un turno e il successivo
 - Obbligo di seguire i corsi di formazione durante la cassa integrazione senza alcun’integrazione al reddito, neppure sottoforma di rimborso
 - Abolizione di alcune voci salariali aziendali – paga di posto, indennità disagio linea, premio mansioni e premi speciali
 - Divieto di sciopero per le organizzazioni sindacali e per i singoli lavoratori – passibili di provvedimenti disciplinari fino al licenziamento – sulle materie dell’accordo (orario, salario, organizzazione del lavoro, ritmi, qualifiche, formazione)

Alle lavoratrici e ai lavoratori della Fiat di Pomigliano, grazie alla complicità delle OO.SS. firmatarie, viene posto un ricatto infame: o accettate condizioni di sfruttamento da fine ottocento e violazioni delle leggi e della costituzione (che tutela il diritto individuale di sciopero), peraltro dopo altri due anni di CIGS, o chiudiamo la fabbrica e vi mandiamo a casa come fatto con gli operai di Termini Imerese per i quali è confermata la chiusura al 21/12/2011.

Ecco che cos’è la libertà d’impresa su cui vuole legiferare il governo: renderci schiavi del bisogno di arricchimento del capitale.”

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Dopo la giornata del 22 dicembre  
Scritto da claro  
giovedì 23 dicembre 2010

Grazie!
E’ la prima parola che ci viene in mente pensando alla giornata di mobilitazione di ieri.

Grazie alle lavoratrici ed ai lavoratori di ACI Informatica che hanno partecipato numerosi al corteo che si è sviluppato da piazzale Ostiense;

Grazie agli studenti ed alle studentesse che numerosissime hanno nuovamente attraversato le città di Italia per cominciare a riprendersi il futuro già nel presente;

Grazie ai giovani e giovanissimi che dai muretti delle periferie stanno cominciando a rialzarsi in piedi ed a rompere con i modelli culturali che li vogliono immersi nella sola incultura della violenza e dell’estetica: prendono parola e lo fanno senza chiedere il permesso a nessuno;

Grazie ai meno giovani (lavoratori, pensionati…) che se anche ancora con molta timidezza iniziano però a riconoscere nei figli non più solo una preoccupazione ma anche una forza di cambiamento e magari se non scendono in piazza applaudono o, come è avvenuto ieri al Pigneto, lanciano i biscotti fatti in casa ai manifestanti;

Grazie ai lavoratori ed alle lavoratrici immigrate che pur essendo i soggetti più ricattabili sono comunque stati presenti ai cortei.

Tutti questi grazie disegnano un primo quadro del processo che è necessario per costruire un movimento di massa ricompositivo per la trasformazione sociale, ma oggi non vogliamo “annoiarvi” con le analisi ma solo esprimere la nostra soddisfazione per la giornata di ieri in diretta continuazione con la rabbia del 14 dicembre.

E proprio quanto accaduto alla Sapienza ieri, mentre la città era bloccata metà dalle zone rosse e l’altra metà da 5/6 cortei, spiega più di ogni parola la rabbia del 14 dicembre: un operaio immigrato di 35 anni padre di tre figli, Bannour Mohammed Ben Mohammed, è stato assassinato dal capitale ecco così vogliamo concludere questo comunicato con tutti i morti sul lavoro nel cuore e con il biglietto che abbiamo lasciato sul cantiere con un mazzo di tulipani rossi

Noi non ammazziamo nessuno, voi tre persone al giorno

Roma, 23/12/2010
RSU ACI Informatica

 


Inoltre...
PER L'UNITA' DELLE LOTTE
Per difendere le nostre condizioni di vita e di lavoro
1 MAGGIO 2010 CORTEO INTERNAZIONALISTA
ASSEMBLEA LAVORATRICI E LAVORATORI DEL COMMERCIO
L’ANTIFASCISMO NON E’ UNA RICORRENZA
Il 22 GENNAIO in Tribunale
SOLIDARIETA' ALLA 8 MARZO - MAGLIANA
IL LAVORO DOMENICALE FA MALE ALLA SALUTE!
NO ALLA REPRESSIONE DELLE LOTTE
Repressione delle lotte - reprise -
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Assemblea Coordinata e Continuativa Contro la Precarietà

Trasmissione su Radio Onda Rossa 87.9 Mhz tutti i lunedì dalle 18,30 alle 19,30




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