giovedì 17 giugno 2010
Lo scorso 3 giugno, dopo l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori di Aci Informatica, abbiamo diffuso un comunicato nel quale illustravamo i punti principali della manovra del governo sui conti pubblici, evidenziando come essa rappresentasse un ulteriore attacco alle già difficili condizioni di vita dei lavoratori. Da allora sono trascorsi meno di quindici giorni eppure sufficienti ad aggiungere alla manovra una serie cospicua di atti e/o dichiarazioni da parte padronale e governativa tutti nel segno della devastazione delle nostre condizioni di vita: il centro di questa vera e propria guerra ai lavoratori è costituito dall’accordo di Pomigliano, firmato dalla Fiat con CISL-UIL-UGL-FISMIC.
Cosa prevede questo accordo nei suoi punti principali:
- Allungamento dell’orario di lavoro complessivo con l’introduzione del 18° turno – si lavorerà dalle 22 della domenica alle 22 del sabato - Allungamento dell’orario di lavoro individuale, riducendo da 40 a 30 minuti le pause alla catena di montaggio durante il turno - Spostamento della pausa mensa di 30 minuti a fine turno con conseguente aumento dei rischi per la salute dei lavoratori - Intensificazione dei ritmi di lavoro con aumento di oltre il 20% della velocità della linea di montaggio - Possibilità di comandare 120 ore di straordinario l’anno, pari a 15 giorni, senza alcun confronto con la RSU. Possibilità di usare tali ore per comandare lo straordinario sia nella mezz’ora dedicata alla mensa sia nelle giornate di riposo. Tutto ciò in deroga sia alla direttiva europea sugli orari che alla legge 66/2003 sugli orari, oltreché naturalmente al CCNL, non rispettando per esempio il periodo minimo di riposo di 11 ore fra un turno e il successivo - Obbligo di seguire i corsi di formazione durante la cassa integrazione senza alcun’integrazione al reddito, neppure sottoforma di rimborso - Abolizione di alcune voci salariali aziendali – paga di posto, indennità disagio linea, premio mansioni e premi speciali - Divieto di sciopero per le organizzazioni sindacali e per i singoli lavoratori – passibili di provvedimenti disciplinari fino al licenziamento – sulle materie dell’accordo (orario, salario, organizzazione del lavoro, ritmi, qualifiche, formazione)
Alle lavoratrici e ai lavoratori della Fiat di Pomigliano, grazie alla complicità delle OO.SS. firmatarie, viene posto un ricatto infame: o accettate condizioni di sfruttamento da fine ottocento e violazioni delle leggi e della costituzione (che tutela il diritto individuale di sciopero), peraltro dopo altri due anni di CIGS, o chiudiamo la fabbrica e vi mandiamo a casa come fatto con gli operai di Termini Imerese per i quali è confermata la chiusura al 21/12/2011. Ecco che cos’è la libertà d’impresa su cui vuole legiferare il governo: renderci schiavi del bisogno di arricchimento del capitale. E’ dentro lo stesso quadro della libertà d’impresa che Berlusconi annuncia una imminente legge sulle liberalizzazioni (ci ricorda qualcosa?).
Lavoratrici e lavoratori, appare chiaro dall’esperienza di questi anni che questa devastazione sociale e umana che ci sta investendo la possiamo bloccare solo noi, disponendoci ad autorganizzarci ed a lottare in prima persona. Non possiamo certo delegare altri, partiti e sindacati, che seppure oggi esprimono un più o meno timido dissenso dalla sanguisuga Fiat, hanno in questi anni sempre sostenuto e continuano a sostenere la centralità dell’impresa contro gli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici.
Venerdì 25 giugno la CGIL ha indetto 4 ore di sciopero dei lavoratori privati e l’intera giornata per i lavoratori pubblici. A seguito della vicenda FIAT la FIOM-CGIL ha esteso all’intera giornata lo sciopero nell’industria ed i Cobas del lavoro privato hanno indetto l’intera giornata di sciopero per il gruppo FIAT. Per contribuire alla lotta ma in assenza di una manifestazione dei settori autorganizzati e di base delle lavoratrici e dei lavoratori abbiamo deciso di indire una
ASSEMBLEA IN SCIOPERO VENERDI 25 GIUGNO DALLE ORE 11 ALLE ORE 13
La RSU ACI INFORMATICA S.p.A. 17 giugno 2010
Lettera dei lavoratori FIAT di Tychy (Polonia) ai lavoratori di Pomigliano d'Arco (Italia)
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