Siamo ormai milioni e milioni in Italia, e cresciamo rapidamente di giorno in giorno. Ci danno tanti nomignoli: collaboratori occasionali, coordinati e continuativi, parasubordinati, interinali, apprendisti, stagisti, borsisti, LSU, LPU, temporanei, consulenti, PIP, stagionali,……., riferendosi alla giungla di contratti o pseudocontratti che ci fanno firmare. A volte usano nomi più pittoreschi, come ‘extra’, o tendenziosamente falsi, come "liberi professionisti" (liberi?) o "soci" (di chi?). Una babele di appellativi che ci fanno apparire diversi l'uno dall'altro, ma che, nella realtà, mascherano la stessa condizione lavorativa: quella di precario. Il nostro lavoro e il nostro reddito sono appesi a un filo, in ostaggio di chi sulla nostra fatica fonda la sua ricchezza. Viviamo in una insicurezza costante, chiedendoci ogni giorno se domani avremo di che campare, privati di diritti e garanzie, ricattabili e ricattati. E i nostri salari, oltre a essere incostanti, sono bassi. Bassi. A Roma siamo tantissimi, giovani e non solo, lavoriamo nei call center, negli alberghi, nei fast food, nei negozi, nelle società private, nelle cooperative, nelle fabbriche, nelle scuole, persino negli enti pubblici,…….ormai ovunque. E qualcuno di noi comincia a porsi domande sulla propria situazione lavorativa, e a incazzarsi. Partendo da questo disagio e da quello che viviamo quotidianamente, una cosa l'abbiamo capita: che possiamo migliorare la nostra condizione solo se ci interessiamo in prima persona della nostra situazione e solo se uniamo le nostre esperienze, le nostre forze e le nostre intelligenze superando gli steccati e l'individualismo in cui cercano di confinarci, e di annientarci. Così, se si sono inventati le collaborazioni coordinate e continuative per poter utilizzare a loro piacimento il nostro lavoro e buttarci via quando non gli serviamo più (o se gli stiamo antipatici), noi abbiamo costituito una assemblea coordinata e continuativa per incontrarci, mettere in comune le nostre esperienze, discutere e organizzarci per rivendicare i nostri diritti e riappropriarci del nostro presente e del nostro futuro. Ed ecco che a Roma, nell'anno duemila, è nata l'Assemblea Coordinata e Continuativa Contro la Precarietà. Una assemblea che si propone raccogliere e diffondere informazioni sul mondo del precariato, di fornire strumenti di conoscenza a coloro che (e sono tanti) vivono il proprio rapporto lavorativo in balia di padroni, capi e capetti, inconsapevoli dei propri diritti e dei soprusi subiti, all'oscuro di cosa succede nella stanza accanto, ignari di prospettive di cambiamento e di alternative. Una assemblea che vuole divenire punto organizzativo di rivendicazioni, vertenze e lotte, dove ideare, progettare e condividere percorsi di emancipazione. Dove solidarietà è una parola piena di significato concreto. Una assemblea a cui partecipano anche lavoratori a tempo indeterminato, più "garantiti", consapevoli che la perdita di diritti, tutele e salario che si accompagna alla precarizzazione del mondo del lavoro fa perdere forza contrattuale a tutti i lavoratori subordinati e quindi fa peggiorare le condizioni di lavoro e di vita di tutti, per cui comuni sono gli interessi e comune è la lotta.
Una assemblea che aspetta anche il tuo contributo per diventare più forte e più attiva.
INIZIATIVE Tutti i lunedì dalle 18,30 alle 19,30 trasmissione su Radio Onda Rossa 87.900 Mhz. Tel. 06/491750 Per contatti: riunione tutti i lunedì dalle 20 a Via dei Volsci, 26 e-mail: tappabuchi@claronet.it sito web: www.claronet.it |