lunedì 18 ottobre 2004
RITIRO DEI LICENZIAMENTI, INNANZITUTTO
Quanti sono gli esuberi, quanti i licenziamenti? “256, 200, forse 56, anzi, se fate i bravi, nessuno”. Nessun problema occupazionale, a patto che si accetti la flessibilità. Questo in estrema sintesi quanto emerge dall’ultimo incontro tra azienda e sindacati.
Soddisfatti? Per niente!! L’azienda dovrebbe spiegare come mai i posti di lavoro scompaiono e riappaiono nel giro di una settimana come per magia e, soprattutto, perché. Evidentemente a qualcuno piace giocare con le vite altrui e non si fa scrupolo di gettare nel panico 256 famiglie pur di raggiungere i propri obiettivi. Quanto messo in campo dall’azienda non è altro che un vile ricatto: “o rinunciate ai vostri diritti, oppure vi dichiaro in esubero!” A questo punto ogni trattativa sarebbe alterata da tale condizione e per questo è opportuno che in via pregiudiziale l’azienda archivi definitivamente la procedura di mobilità avviata a settembre. Solo successivamente si potrà avviare un confronto sereno con la controparte nel quale, però, siano rappresentati con assoluta chiarezza gli intendimenti aziendali e i piano industriale per i prossimi anni. In merito ribadiamo che non siamo disponibili a subire ricatti e a vedere ulteriormente compressi i nostri diritti. In particolare crediamo che sia da rimandare al mittente ogni richiesta di imposizione di orari flessibili ai colleghi part-time e qualsiasi modificazione contrattuale che peggiori le condizioni di lavoro attualmente vigenti.
Comunque, fino a che rimarrà aperta l’attuale procedura non crediamo sia opportuno abbassare la guardia. Anzi, siamo preoccupati anche per il prossimo futuro, dove ulteriori “ricatti” si potranno ripetere. In particolare rimane difficile immaginare come le diverse forme di lavoro precario presenti all’interno del gruppo, soprattutto dopo l’acquisizione di Atesia, potranno coesistere e abbiamo il forte sospetto che qualcuno possa avere la tentazione di omogeneizzare tutte le posizioni adeguandole a quella peggiore, anziché a quella con maggiori tutele.
Per questo crediamo importante proporre un confronto all’interno del gruppo Cos/Cosmed, e più in generale nel mondo dei call center, che a partire dall’attuale vertenza dei lavoratori del gruppo Cos metta in discussione l’abuso del lavoro precario e le pessime condizioni di lavoro che siamo costretti a subire nei nostri posti di lavoro.
LUNEDI 18 ottobre dalle ore 18.30
ASSEMBLEA PUBBLICA
SU
VERTENZA LAVORATORI COS/COSMED, LAVORO PRECARIO E CONDIZIONI DI LAVORO NEI CALL CENTER
Sala consiliare X Municipio – p.zza di Cinecittà, 11
Il Coordinamento lavoratori COS/COSMED
Roma 13 ottobre 2004
Il coordinamento si riunisce ogni martedì presso la sede di viale Manzoni, 55 (tel. 0677591926 fax 0677206060) ed è contattabile all’indirizzo e-mail: coordinamentocos@yahoo.it. |