mercoledì 24 ottobre 2007
1. I punti salienti del Protocollo del 23 luglio su previdenza, lavoro e competitività.
- innalzamento rapido e progressivo dell'età pensionabile, che a regime aumenta come previsto dalla legge Maroni - taglio ulteriore delle nostre pensioni (dal 8 al 10%) attraverso la ridefinizione triennale dei coefficienti di calcolo (con decreto del ministro senza nemmeno il parere delle parti sociali); - incentivi alle imprese per aumentare l'utilizzo degli straordinari (meccanismo della diminuzione dei contributi da pagare per ora) - ulteriore subordinazione dei livelli salariali ai premi di produzione e di risultato (meccanismo della detassazione dei premi di risultato e produttività, derivanti dalla contrattazione aziendale); - conseguente ulteriore indebolimento del contratto collettivo nazionale; - conferma integrale della Legge 30 e liberalizzazione dei contratti "atipici", con possibilità di rinnovare all'infinito i contratti a termine, anche dopo 36 mesi; - le lavoratrici e i lavoratori immigrati continueranno a versare i contributi senza giungere mai ad avere una prestazione pensionistica salvo che un giorno il governo italiano faccia un accordo con i loro paesi d'origine.
2. MODIFICHE PRIMA PUNTATA: modifiche di facciata, che poi si rimangeranno...
Nel disperato tentativo di "indorare la pillola" a beneficio delle componenti sinistre del Governo (PRC, PdCI, ecc. ), il 12 ottobre il Consiglio dei Ministri approva un primo testo del disegno di legge (quello che deve tradurre il protocollo in legge) contenente alcune modifiche definite dal Ministro Ferrero (PRC) come un buon risultato. Queste modifiche, invece, sono chiaramente dei ritocchi di facciata, e in nessun caso modificano la sostanza del Protocollo. Inoltre il Governo se le rimangerà dopo appena 6 giorni, partorendo una versione che è persino peggiore di quella di partenza. Ecco in sintesi: Lavori usuranti: Il testo non prevedeva più il tetto di 5.000 lavoratori all'anno tra tutti quelli (1.400.000) che hanno diritto al prepensionamento in quanto sottoposti a lavori usuranti; ma il risultato non cambia, perché il beneficio è comunque concesso entro il limite delle risorse stanziate, risorse che restano le stesse. Inoltre resta una ulteriore beffa nei criteri che regolano l'inserimento nella categoria degli usuranti (es. nel caso del lavoro notturno, la maggioranza dei turnisti di notte è esclusa perché per essere usurante devi fare più di 80 notti all'anno. Tanto per capire: alla Fiat di Melfi, conosciuta per i suoi ritmi di produzione esautoranti, i lavoratori non fanno più di 60 notti all'anno). Contratti a termine: Doveva essere possibile una sola proroga del contratto a termine da 36 mesi, condizione tra l'altro accettata da Confindustria. Quello che ha fatto scattare l'ira di Montezemolo (mentre quasi tutte le modifiche proposte in Consiglio erano state in realtà già negoziate ampiamente fra il governo e le parti sociali) è il fatto che erano stati introdotti tetti percentuali per l'utilizzazione dei contratti a termine in una determinata azienda. Prodi, comunque, dopo il Consiglio dei Ministri, aveva subito rassicurato il suo amico Luca Cordero: "basta modifiche, non ci saranno ulteriori cambiamenti". MODIFICHE SECONDA PUNTATA: il Consiglio di Ministri del 17 ottobre si rimangia persino le modifiche di facciata, e licenzia un testo (il terzo) che placa le proteste di Confindustria... e dei sindacati confederali! Ad oggi non si sa se gli autori della telenovela hanno deciso di finire qui la serie o scrivere altre puntate...
3. Una consultazione truccata in partenza...
Breve (ma intensa) carrellata di esempi: • i sindacati hanno firmato l'accordo in piena estate su temi per i quali non hanno mai avuto nessun mandato a trattare; • nelle assemblee i sindacati mandavano relatori che potevano illustrare solo le ragioni del SI, ma non quelle del NO; • in molte aziende, e ancor più nei seggi fuori aziende, nessun controllo sui chi poteva o non poteva votare, né su chi aveva votato; • hanno allestito banchetti ridicoli ai mercati e nei centri anziani, dove si diceva ai pensionati di segnare una croce sul "SI" per... aumentare le pensioni; • voto "via e-mail" in varie aziende (es. Softlab di Roma); • in Sicilia solita gestione del voto di tipo mafioso, col risultato di arrivare al 90% di "si" (mentre p.es. alla Fiat di Termini Imerese ha prevalso il "no"); • numerosi casi di aziende dove i Confederali non hanno fatto assemblee, o addirittura non hanno tenuto il "referendum" perché sapevano che sarebbe passato il NO (es. in ACI Informatica dove, essendo presente fra le lavoratrici ed i lavoratori una forte attenzione verso le condizioni di lavoro, CGILCISL-UIL hanno preferito non provare neppure a fare la consultazione). • vari giorni dopo che sono usciti i risultati ufficiali, ci sono state realtà anche molto grandi, per le quali non era stato ancora dato il risultato ufficiale (es. al comune di Genova, 7000 dipendenti); • anche sulla base di elementari riscontri, il dato dei lavoratori votanti (5 milioni) appare enormemente gonfiato.
Ci sono aziende dove i confederali si guardano bene dal fare il referendum...
MOZIONE ASSEMBLEA DEI LAVORATORI DI ACI INFORMATICA DEL 17/10/2007
Le lavoratrici e i lavoratori di Aci Informatica riuniti in assemblea il giorno 17/10/2007: - denunciano di non essere stati consultati in merito al Protocollo firmato lo scorso 23 luglio da CGIL-CISL-UIL-UGL-Confindustria-Governo e il carattere antidemocratico della stessa consultazione; - respingono i contenuti del Protocollo che riduce le pensioni delle lavoratrici e dei lavoratori a regime misto e contributivo; conferma l'allungamento dell'età pensionabile deciso dalla riforma Maroni; non dispone gli stanziamenti necessari alle pensioni dei lavoratori sottoposti a lavori usuranti; conferma la precarietà derivante dalle leggi 30 e Treu peggiorando la normativa sul contratto a tempo determinato; dispone ulteriori aiuti ai profitti delle imprese; - sostengono lo sciopero generale del 9 novembre p.v. che considerano anzi tardivo e che deve dunque rappresentare solo un momento nella lotta contro la precarietà e per il salario.
Approvata a maggioranza con 33 astenuti e 2 voti contrari. RSU ACI Informatica. 17 ottobre 2007.
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