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ATESIA: UNA LOTTA CHE CONTINUA
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Scritto da tappabuchi
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giovedì 07 febbraio 2008
Atesia: un nome venuto alla ribalta dal 2005 perché simbolo della precarietà. Il merito della ribalta non è però dovuto ad una inchiesta giornalistica o all’esito di qualche ricerca delle istituzioni ma è uno dei frutti della lotta del Collettivo PrecariAtesia. Eppure che Atesia fosse un luogo di sfruttamento e precarietà lo sapevano tutti da molti anni:
- CGIL-CISL-UIL che nel 2000 avevano firmato un accordo sindacale che definiva il lavoro di rispondere al telefono per conto di Telecom e altri (pagato a cottimo) come un lavoro autonomo e avallavano la scelta aziendale di avere solo contratti di collaborazione (scadenza ogni 3 mesi); - il Ministero del Lavoro visto che già nel 1998 alcuni ispettori avevano denunciato l’illegalità delle tipologie contrattuali utilizzate dall’azienda; - le istituzioni locali che esternalizzano servizi verso Atesia stessa (Istat, Ministero Pari Opportunità, ecc.); - i mass media.
La forza del Collettivo è stata proprio quella di svelare e rendere visibile quello che si voleva mantenere nascosto. Ma mentre tutti parlano della precarietà come fosse una terribile piaga divina (magari c’è lo zampino del Vaticano e della sua finanza bianca), le lavoratrici e i lavoratori che si autorganizzano per riscattare la propria condizione e richiedere un contratto a tempo indeterminato si ritrovano tutti contro:
- i sindacati confederali che non sopportano che qualcuno osi decidere con la propria testa e non delegare i mediatori istituzionali dello sfruttamento; - i partiti parlamentari (fossero pure della sinistra radicale) che non vogliono mettere in discussione le “necessità” dello sfruttamento ma solo farci tanta bella retorica sopra; - le istituzioni, che magari anche utilizzando l’arma delle denunce intimidatorie, scattano sull’attenti alle richieste di tutela dei padroni sfruttatori (Ministro Damiano, Sindaco Veltroni e Vicepresidente del Consiglio Rutelli in testa).
Così la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Atesia mentre impone alcune decine di migliaia di contratti a tempo indeterminato in tutto il settore ha il merito di indicare che è ancora possibile lottare purché lo si faccia in modo autonomo prendendo il destino nelle proprie mani e questo si può fare solo con l’Autorganizzazione.
Questa lotta che continua, pur se è costata molto anche in termini personali – licenziamenti, denunce penali, fatica – e se anche ci vorrà del tempo prima che altre/i sperimentino questa strada, ci indica che è possibile percorrere cammini di liberazione dallo sfruttamento insieme a tante e tanti altri.
“L’UNICA LOTTA CHE SI PERDE E’ QUELLA CHE NON SI COMBATTE”
Collettivo PrecariAtesia e-mail: precariatesia@yahoo.it Trasmissione su Radio Onda Rossa 87.9 Mhz tutti i lunedì dalle 18,30 alle 19,30 tappabuchi@claronet.it
Il Collettivo PrecariAtesia insieme all’Assemblea Coordinata e Continuativa Contro la Precarietà continua la propria attività contro la precarietà organizzando interventi ed iniziative anche in altri posti di lavoro per organizzare tale attività si riunisce tutti i lunedì dalle 21,30 in Via Appia Nuova, 357
28 gennaio 2008 |