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ALITALIA: LAVORATORI 1 - PADRONI 0 da RSU ACINFO   PDF  Stampa  E-mail 
Scritto da claro  
mercoledì 24 settembre 2008

Ieri 18 settembre 2008 è stata una giornata importante per tutte le lavoratrici e i lavoratori grazie alla lotta dell’Alitalia.

L’operazione in atto sull’Alitalia è infatti un attacco pesantissimo a tutte le lavoratrici e i lavoratori con pesanti ricadute anche sulla struttura produttiva del paese.

Vediamo infatti quale è lo scenario su cui lavorano Governo, Confindustria, Cai e i sindacati gialli (CISL, UIL e UGL):

1- i debiti accumulati dall’Alitalia in questi anni vengono scaricati sulla cosiddetta bad-company e dunque sulle spalle dei contribuenti, cioè noi. Tali debiti sono il frutto delle scelte scellerate delle dirigenze e della politica:
  - l’assurda scelta di un secondo hub a Malpensa;
  - i costi delle forniture, frutto di clientelismo;
  - il rifiuto dell’integrazione con KLM alcuni anni fa per l’interesse dei potentati legati alla lega nord; ecc.

2- Cai, cioè una cordata di avvoltoi senza soldi, che è stata messa in piedi da un lato per un’operazione politica di attacco alla condizione del lavoro e dall’altro per sottrarre allo stato un’azienda produttiva (ricordiamo che i debiti rimangono in capo ai contribuenti mentre i profitti vanno agli avvoltoi) e rivenderla fra cinque anni dopo averla smembrata (operazione in cui Colaninno ha già brillato con Telecom).

3- Ma il principale obiettivo di questa operazione è segnare un ulteriore passaggio nella distruzione dei diritti dei lavoratori e un abbattimento delle condizioni materiali del lavoro. Infatti il destino che si prospetta per il lavoro è:
  - la perdita di circa 10.000 posti di lavoro nel gruppo (il conto è presto fatto i dipendenti del gruppo Alitalia sono oltre 20.000, la Cai ne avrebbe assorbiti non più di 12.500) più almeno il doppio degli esuberi nell’indotto;
  - la distruzione del CCNL del trasporto aereo e di tutte le conquiste dei lavoratori nei decenni (aumento delle ore lavorate per il personale viaggiante fino al massimo consentito dalle leggi internazionali, riduzione di circa il 30% degli stipendi, taglio delle ferie e riduzione dei riposi mensili, solo per citare alcuni dei principali elementi).

Obiettivo questo necessario a Confindustria e sindacati “gialli” per preparare la strada all’infame accordo sul sistema contrattuale presentato da Confindustria il 12/9 scorso.

Da questi sintetici punti appare dunque chiaro come la lotta dell’Alitalia sia una lotta di tutte le lavoratrici ed i lavoratori a tutela delle nostre condizioni di lavoro e di vita.

Una lotta resa ancora più difficile dalla sostanziale assenza di una opposizione politica degna di questo nome e dalla campagna mediatica fondata sulla falsificazione della realtà e sull’attacco ai lavoratori. Al riguardo un esempio fra i più ridicoli del tipo di informazione che viene fatta: in questi giorni si è parlato dei costi del servizio di trasporto dei lavoratori dalle proprie abitazioni al posto di lavoro – oltre che ridicolo per l’entità del costo in confronto ai debiti e necessario a garantire la puntualità dei voli – si è omesso di dire che tale servizio è pagato dagli stessi lavoratori che a tal fine rinunciarono ad un istituto del premio di produzione dal 1979 ed inoltre subiscono una trattenuta mensile di 15€ a persona per il servizio.

Queste righe sono solo una breve sintesi della partita in gioco all’Alitalia contro le lavoratrici ed i lavoratori e dunque della ragione del nostro sostegno alla loro lotta.

Le lavoratrici ed i lavoratori di ACI Informatica solidarizzano con i lavoratori di Alitalia e si dichiarano disponibili a mobilitarsi per sostenere la lotta laddove necessario.

R.S.U. ACI INFORMATICA
19 settembre 2008


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